L´altare della Reposizione è il luogo in cui, nella liturgia cattolica, viene riposta e conservata l´Eucaristia al termine della celebrazione eucaristica del Giovedì Santo, la "Missa in Coena Domini".
La Chiesa chiede che l´altare della reposizione non coincida con l´altare dove si celebra l´Eucaristia. È inoltre tradizione che nelle chiese l´altare della reposizione sia addobbato in modo solenne, con composizioni floreali o altri simboli, in omaggio all´Eucaristia che viene conservata per poter permettere la Comunione nel giorno seguente, il Venerdì Santo, ai fedeli che partecipano alla Azione liturgica della Passione del Signore; infatti il Venerdì Santo non si offre il Sacrificio della Messa, e dunque non si consacra l´Eucaristia. Inoltre la reposizione dell´Eucaristia si compie per invitare i fedeli all´adorazione nella notte tra giovedì e Venerdì Santo, in ricordo dell´istituzione di un mistero così grande e nella meditazione delle sofferenze della Passione di Cristo.
L´altare della reposizione rimane allestito fino al pomeriggio del Venerdì Santo, quando, durante la celebrazione della Passione del Signore, l´Eucaristia viene distribuita ai fedeli; se le ostie consacrate non sono state consumate interamente, esse vengono conservate non in chiesa ma in un luogo appartato, e l´altare viene dismesso, per ricordare con austerità la morte in croce di Gesù, fino al giorno seguente, quando durante la Veglia pasquale si celebra la risurrezione di Gesù.
Nella tradizione e nel linguaggio popolare gli altari della reposizione vengono comunemente chiamati "Sepolcri". Tale terminologia è impropria, perché in essi viene riposta l´Eucaristia che la Chiesa cattolica crede essere il segno sacramentale di Gesù Cristo vivo e risorto.
L´altare della reposizione non è dunque un sepolcro che simboleggia la morte di Gesù, ma un luogo in cui adorare l´Eucaristia.