♱ Chiesa di San Rocco
San Rocco è il protettore di Grumo Appula, e la sua
chiesa è fra le più antiche della cittadina.
Fu l´infuriare della
Morte Nera, a metà del 14° secolo, a spingere i grumesi ad eleggere san Rocco loro nuovo Patrono. Il santo, di origine francese, era molto caro agli
Angioini, allora sovrani delle Puglie, che ne diffondevano il culto come guaritore degli appestati e protettore dei poveri e degli umili.
La vita di san Rocco è intessuta di leggenda.
Si diceva fosse nato in una nobile e ricca famigla di
Montpellier, nella Francia meridionale, nel 1295 (o forse nel 1328). Rimasto orfano a vent´anni, Rocco distribuì tutti i suoi averi ai poveri e venne in Italia, dove si dedicò con tutto se stesso al servizio degli appestati, nel corso di una delle epidemie che, a quel tempo, infuriavano un pò dappertutto. Colpito a sua volta dal morbo, Rocco si ritirò in solitudine per timore di attaccare ad altri la malattia. Sarebbe morto, solo e abbandonato, se non lo avesse scoperto un cane, il cui padrone si prese cura di lui fino a quando guarì.
Rocco tornò in Francia, proprio quando la sua terra era sconvolta da feroci contrasti politici, con accaniti scontri in armi tra potenti. Scambiato per una spia. Rocco fu arrestato e buttato in un fetido carcere, dove morì, forse nel 1327 o forse nel 1360.
Avendo assistito gli appestati ed essendo lui stesso sfuggito al morbo, Rocco fu quindi detto "protettore dalle pestilenze". Diventò presto uno dei santi più popolari nelle campagne italiane. Ma anche in alcune città: a Roma, per esempio, la Chiesa di San Roco prossima al Tevere fu sempre molto frequentata, e nota a tutti era l'immagine popolare del santo, rappresentato piagato dal morbo accanto al cane che gli porta un pane col quale sfamarsi. Anzi, la frase "san Rocco e il cane" è un diffuso modo di dire per simboleggiare un´amicizia solidissima, disinteressata.
La festa di san Rocco cade tradizionalmente il 16 agosto e in questa data era celebrata a Grumo in tempi antichi; attualmente si celebra l'ultima domenica di settembre.
Alla festa di san Rocco, nella Grumo medioevale, era legata un´usanza civile: per otto giorni (in coincidenza appunto con la festa patronale) veniva sospesa in paese qualsiasi attività giuridica del feudatario o del governatore, e l´Università eleggeva un
Mastromercato (quasi sempre il Sindaco già in carica) al quale veniva affidata l´amministrazione della giustizia.
La chiesa che i grumesi dedicarono a san Rocco venne eretta quando Grumo era feudo dei Tolomei. Si trattava di una cappella, semplice ma non dozzinale, costruita in pietra locale. Sorgeva fuori le mura, davanti al castello feudale nell´area dove,nel 16° secolo, si sarebbe esteso il
Rione Terra (attualmente in volgare
Piscina della Terra).
È certo che la Chiesa di San Rocco esisteva nel
1478 (la sua costruzione deve essere quindi precedente a questa data, ma non si sa dire di quanti anni). È infatti citata nell´Inventario Capitolare (anno 1478, foglio 50) dove si legge:
"La madre chiesa sub vocabulo de S. Rocco fuori la Terra di Grumo et propio et contigua alla Chiesa di S. Sebastiano, che oggi non esiste più. Essa fu demolita da oltre un secolo. La statua di S. Rocco ab antiquo fu facta et costrutta di elemosina per la Mg. Università di Grumo et huomini di quella donata ad esso Capitulo con l´obbligo di celebrarsi in perpetuo una messa cantata l´ano del giorno di S. Rocco et obbligo ancora di grana 15 annui di cera a Mons. Illus. Ecc. Ar-civ. di Bari".
Il
Ciccimarra, in merito alla suddetta statua, precisa che è opera lignea, detta di "San Rocco abbruciato", di fattura veneziana. Da questo, considerati i frequenti contatti mercantili che nell´epoca i grumesi mantenevano coi veneziani, si può dedurre che la statua risale al 15° secolo. Nella relazione dell´are. Puteo del 1578 si legge: "la Chiesa di S. Rocco, sporca e senza nemmeno il quadro del Santo". Si potrebbe pensare che san Rocco oltre che nella statua fosse rappresentato nella chiesa a lui dedicata anche da un dipinto.
Altro cenno alla Chiesa di San Rocco figura nello "Apprezzo" del Maione del 1631, dove si legge:
"La Chiesa di San Rocco fuori della Terra vicino alla Porta". Oggi la chiesa, date le variazioni urbanistiche, si trova al centro dell'abitato.
Alla Chiesa di San Rocco apparteneva un elegante fonte battesimale che fu poi trasferito nella Chiesa Matrice. Nel 1793, San Rocco ebbe un organo e a metà del 19° secolo l´antico tetto a travatura fu sostituito da una volta a cupola. Vi si vedono due antichi altari in pietra; altri due, in marmo, sono di recente fattura.
Meritevole di attenzione il frontone barocco dell´altar maggiore, in legno scolpito; nel 1866, mentre si provvedeva a vari restauri nella chiesa, ne è stata rifatta la doratura in oro zecchino.
Inizialmente la Chiesa di San Rocco era sotto la giurisdizione della Chiesa Matrice. Dopo il 1600, quando era stata dotata di molte proprietà dai fedeli, passò ad una Confraternita (che tuttora vi provvede), già istituita nel primo scorcio del 16° secolo e le cui Regole ebbero il
Regio Assenso nel 1766.
L´impartizione del Regio Beneplacito sulla fondazione della Confraternita è in data 1° luglio 1832.
La Confraternita ha costantemente provveduto al culto di San Rocco ed ha provveduto a restauri ed ampliamenti dell´edificio. In tempi antichi, le rendite delle Confraternite erano amministrate dalle rispettive Commissioni, poste sotto il controllo dell´Arciprete; in seguito furono soggette alle prescrizioni del Concordato del 1741. San Rocco aveva 228
quote, con canone annuo di 3.274 lire. Le sue rendite erano in maggior parte destinate a sopperire alle spese del culto e quanto avanzava era destinato ai poveri o ai "maritaggi" (questi ultimi attualmente aboliti).
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Fonte: "Storia e tradizioni di Grumo Appula" - di Gaetano Tomanelli
Edizione Maria S.S di Monteverde
Foto: Grazia Colasuonno